Ivo Murgia

Lìngua e cultura sarda
08/06/2006

Sa lìtera de Antoni Pani, assessori a sa lìngua sarda de Cuartu Sant'Aleni, a su presidenti Soru apitzus de sa chistioni "Limba Sarda Comuna":
 
 
Caro Presidente,
 
apprezziamo il suo grande impegno a favore della nostra lingua e della sua ufficializzazione in ambito regionale. Dopo secoli trascorsi in un limbo che ne ha negato la dignità, finalmente un governante coraggioso e capace di prendere in mano la situazione ha rotto gli indugi, ridando l'importanza dovuta al Sardo. Non possiamo non dirci felici e orgogliosi per questa nuova fase che sta iniziando.
Sosteniamo convinti la sua politica volta alla coesione del popolo sardo, unito dalla sua lingua, che deve essere una bandiera rappresentativa per tutti.
Vorremmo, però, esporre qualche considerazione sulla "Limba Sarda Comuna" sostenuta dalla Regione, che ci appare quasi identica alla "Limba Sarda Unificada" presentata cinque anni orsono da una analoga iniziativa regionale. Come tutti sappiamo bene, questa proposta ebbe scarso consenso popolare. Il fallimento della LSU fu dovuto al fatto che era costruita su una struttura linguistica a netta prevalenza logudorese.
Dopo cinque anni rischiamo di commettere gli stessi errori.
Nuovamente, non si sono dati il giusto peso e importanza alla macrovariante campidanese, compresa e parlata da circa l'80% del popolo sardo. Credo non ci siano dubbi sul fatto che il campidanese e il logudorese possiedano pari dignità e storia: va però ricordato che il campidanese, essendo la lingua della capitale dell'isola, risulta avere maggior utilizzo o comprensione passiva. Poeti, scrittori e improvvisatori del Campidano hanno sviluppato nei secoli un sardo letterario alto e nobile: basti pensare, come unico esempio, a scrittori del calibro di Benvenuto Lobina. Dunque, questa parlata ha tutti i titoli per aspirare a un ruolo importante nella comunicazione e nella produzione culturale.
La scelta dell'utilizzo quasi esclusivo della macrovariante logudorese (innegabile nel prospetto della "Limba Sarda Comuna", seppur con qualche blanda apertura al campidanese) rischia di dividerci e di non essere riconosciuta come fattore unificante dalla maggior parte dei Sardi.
Un politico attento come Lei non può prescindere da questi elementi, frutto non di sterili campanilismi ma di motivata analisi.
Siamo lieti che la "Limba Sarda Comuna" sia aperta a integrazioni, consigli e suggerimenti, e che quindi sia un work in progress teso al miglioramento dei suoi punti deboli. Solo così, infatti, questo progetto linguistico potrà diventare davvero "Sa bandera de totu is Sardus unius". Il comune di Quartu Sant'Elena, che già da mesi opera nel campo dell'utilizzo del Sardo nella pubblica amministrazione, è pronto ad offrire il suo contributo. Con spirito propositivo e costruttivo, nell'interesse di tutti, stiamo lavorando alla definizione di proposte integrative che sottoporremo al giudizio della comunità sarda.
Confido nella sua attenzione e sensibilità, per un futuro senza divisioni e di unione vera.
 
L'assessore allo Spettacolo, Tradizioni Popolari e Lingua Sarda del Comune di Quartu Sant'Elena
 
Antonio Pani
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