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26/07/2006

S'artìculu de Anna Brotzu pigau de “Week Magazine” n. 27, argiolas 2006.
Gràtzias meda a Anna po s'artìculu e po m'essi cuntzèdiu de ddu torrai a pubricai innoi.
 
 
"Crònaca de una morti annuntziada":
Ivo Murgia traduce Márquez
In libreria la versione in limba del capolavoro dello scrittore colombiano
Incantesimi di parole: "Cronaca di una morte annunciata" in limba
Dalla Colombia alla Sardegna: Ivo Murgia traduce Márquez per Condaghes
L'arte della traduzione: "Crònaca de una morti annuntziada"
Ivo Murgia 'ripensa' in limba la scrittura immaginifica di Márquez
 
Il 'realismo magico' di Gabriel García Márquez trova la sua misura in limba grazie alla traduzione in sardo campidanese di uno dei capolavori dello scrittore colombiano, la splendida "Cronaca di una morte annunciata", a cura di Ivo Murgia per l'editore Condaghes. Il libro, da poco in libreria nella collana Paberiles, trasporta la vicenda sorprendente di Santiago Nasar, che ignaro del pericolo va incontro alla propria fine per mano dei fratelli Vicario in una dimensione più vicina alla sensibilità, e alla cultura dell'isola nel cuore del Mediterraneo. La storia, e le atmosfere, i paesaggi, e perfino lo stile, il ritmo della narrazione della "Crònaca de una morti annuntziada" restano tipicamente latinoamericani, pur assumendo un respiro sardo nel fluire dei pensieri di questo suggestivo racconto corale in cui s'intravedono in controluce i tratti di un vivido affresco della società colombiana, dei suoi riti, un ritratto di una profonda umanità. Il libro è stato presentato nei giorni scorsi a Sinnai, nello spazio all'aperto della Pinacoteca Comunale, in una fresca serata di luglio, dal poeta e studioso Paolo Zedda, che ha proposto alcune interessanti considerazioni sul significato e il valore del felice esperimento della traduzione, lasciando poi la parola allo stesso Ivo Murgia e all'editore Francesco Cheratzu. A chiudere l'appuntamento, il recital concerto che ha visto protagonisti l'attrice Antonella Puddu, che ha interpretato alcune pagine significative del romanzo (nella versione in limba) e il trombettista Riccardo Pittau che ha costruito dal vivo la colonna sonora, in un'intrigante performance a due voci.
A raccontarci della sua 'avventura' letteraria è lo stesso Ivo Murgia, che così spiega la scelta dell'opera di Márquez;
Come spesso succede, è il caso che ha deciso: potrei raccontarti molte cose, ma in realtà semplicemente avevo in casa questo libro, che oltretutto ha il pregio di essere breve, e quindi adattissimo per un 'esperimento' di questo genere, sia dal punto di vista del traduttore... che di quello del lettore, e a parte le battute è anche un autore stranamente familiare, fa parte di quell'universo sudamericano ormai entrato a far parte del nostro immaginario.
Non ti sei scelto un compito facile...
La traduzione è un lavoro veramente difficile, io comunque non mi ritengo un traduttore, professionista, l'ho fatto come esperienza personale, come esercizio di studio della lingua, e anche un po' come sfida, quella di portare la lingua sarda a confrontarsi con un premio Nobel, e quindi con la letteratura a un livello cosi alto per vedere se fosse capace di reggere il confronto, e lo è di sicuro, indipendentemente dal traduttore, perché la lingua in sé ha tutte le capacità di dire tutto, di raccontare tutto, a tutti i livelli, con tutte le sfumature e tutti i registri, dipende da noi conoscerli e saperli utilizzare.
La traduzione apre una serie di questioni molto complesse e interessanti, non a caso si dice 'traduttore, traditore', perché inevitabilmente quando uno fa una traduzione ci mette un po' del suo, perché Márquez è Márquez, e io sono io, con i miei limiti...
La mia non è una traduzione parola per parola, io la chiamerei 'a concetto', cioè tu prendi una frase, te la leggi, e sai che la devi ripensare in sardo, la devi ambientare, acclimatare, al contesto sardo... la sfida sarebbe quella di arrivare a 'sardizzare' quello che è sudamericano cercando di non tradirne lo spirito...
Quindi hai trasferito la Colombia in Sardegna
Il testo è perfettamente identico (ride)... anche perché c'è la questione dei diritti, non puoi cambiare nulla... però è 'sardizzato' diciamo.. nella lingua sicuramente, ma anche nella sensibilità: un lettore mi ha detto "ho notato che in quello che hai scritto si respira un'aria sudamericana, però è come se ci fosse una sensibilità sarda... sembra quasi che questo libro Márquez l'abbia pensato in sardo e scritto in sardo". Ed è stato il miglior complimento, perché io in effetti ho lavorato così... e infatti ci ho messo un anno, due mesi per farlo e dieci per correggerlo ... un lavoro da pazzi, che sconsiglio calorosamente a tutti... una bellissima fatica.

Postu de: is4morus a is 09:08 | link | commenti (1)


Commenti
#1   22 Gennaio 2007 - 11:35
 
Complimenti! Io adoro Garcìa Marquez, e ti ammiro perchè so che è estremamente difficile rendere la poesia delle sue parole con le giuste parole di un'altra lingua. Bisogna esser poeti anche per tradurre.
Avrei voluto scrivere tutto questo in sardo, ma purtroppo non son brava a scriverlo (anche se lo capisco, anche scritto).
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